L’uomo più felice del mondo? È Matthieu Ricard, monaco buddista vegano

Venerdì, 10 Febbraio 2017 10:33
L’uomo più felice del mondo? È Matthieu Ricard, monaco buddista vegano

La felicità, un concetto su cui l’uomo si è arrovellato e confrontato da millenni. Epicuro diceva: “Niente è sufficiente per chi il sufficiente è poco”, e in effetti un concetto così effimero e basato sulla semplicità risulta uno dei meccanismi più controversi e complicati tra le nostre emozioni. Basta un istante e ci si ritrova al settimo cielo. Ugualmente però, in pochi secondi, anni di sicurezze e sacrifici portati avanti per assicurarci una presunta felicità, si sgretolano sotto il peso di un evento che ci fa sprofondare nella più buia disperazione.

Effettivamente basterebbe seguire poche semplici regole per assicurarsi una vita soddisfacente e felice, invece sembra si faccia di tutto per inseguire questo obiettivo, ma complicandone enormemente il percorso, fino a perdersi inevitabilmente e non raggiungerlo mai. È come se in macchina, per andare in un luogo che è di fronte a noi, sgombro e ben visibile, si inserisse la retromarcia e si cominciasse ad andare a ritroso vedendo l’obiettivo lentamente rimpicciolirsi e sparire di fronte ai nostri occhi.

È risaputo che i monaci, e quelli buddisti in particolare, con la loro espressione gioconda e rilassata siano tra le persone più armoniose ed apparentemente felici.

Matthieu Ricard, prima di intraprendere il suo percorso da monaco, è stato quello che per la maggioranza di noi potrebbe sembrare il prototipo della persona realizzata e felice; una bella famiglia, un lavoro come microbiologo appagante sotto tutti i punti di vista, una salute invidiabile per lui e i suoi cari, eppure questa non era per lui l’essenza della felicità. Facile infatti scivolare nell’idea che la felicità vada cercata all’esterno, quando invece è placidamente riposta in noi stessi. E questo ha fatto Matthieu, abbandonare un’illusione per una concretezza, cambiare radicalmente vita, diventare monaco tibetano e portavoce del Dalai Lama.

Essendo un uomo di scienza, si è sottoposto, in collaborazione con autorevoli neuro-scienziati, a uno studio medico lungo più di dieci anni, in cui è stata monitorata costantemente la sua attività cerebrale attraverso dei sensori, evidenziando così che la corteccia prefrontale sinistra, quella adibita alle emozioni di Matthieu, percepisce più emozioni positive grazie al suo nuovo stile di vita.
Quindi adesso ne abbiamo la prova, a una vita più incentrata sul nostro io interiore, che la meditazione ci porta a sviluppare e armonizzare, consegue una maggiore sensibilità nei confronti di ciò che è gioioso e bellissimo. Lo sa bene Matthieu Ricard, l’uomo più felice del mondo e noi faremmo bene a seguire il suo esempio!

Visto che la ricerca della felicità, che ormai abbiamo appurato essere principalmente interiore, non ha pressoché limiti e cammina a braccetto con la felicità degli altri, Matthieu Ricard ha deciso di diventare vegan. Circa quattro anni fa ha infatti eliminato dalla sua dieta e dal suo stile di vita ogni derivato animale, proprio per entrare ancor più pienamente nel concetto che il suo benessere non deve dipendere dagli altri, ancor più dalla sofferenza dell’altro, di cui, come più volte già evidenziato, gli animali fanno di diritto parte. La sua scelta cruelty free è  quindi, come lui stesso dice, “il più ragionevole, etico e compassionevole possibile”. 

Viene davvero quindi da chiedersi, se la scelta di una vita sana e priva di sofferenza, tanto umana quanto animale, come nel caso della chef vegana tibetana Jeong Kwan, non sia davvero la strada giusta da seguire per rincorrere la felicità.

da: ilgiornaledelcibo.it

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